A proposito di clima della tensione

13 AGO 20
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Questa mattina 10 maggio, nel corso della rassegna stampa di radio radicale, è stato riportato un editoriale del Manifesto titolato “Deriva europea” che attraverso una logica capziosa ed irrazionale accosta la politica Italiana ed Europea sull’immigrazione - contingentamento dei profughi , segregazione in campi di accoglienza transitoria e respingimento per gli irregolari - a quella nazista dell’ odio verso il diverso sfociata poi nella Shoah. L’articolo è ben articolato ma, nella dichiarata intenzione di fare di tutt’ erba un fascio, evita premeditatamente di affrontare la inconciliabilità della aggressiva politica di Lebensraum , espansione, di Hitler e della conseguente pulizia etnica rispetto a quella opposta di una necessaria regolamentazione per il contenimento della abnorme massa di umanità che preme alle frontiere dell’occidente e non della sola Europa. Mi domando incessantemente come sia possibile che in questo paese si continui deliberatamente a fare un tale strame della verità e della ragione contribuendo a confondere le idee su argomenti di eccezionale rilevanza sociale al solo scopo di strumentazione ideologica. Tali comportamenti concorrono a consolidare un clima del tutti contro tutti alimentando un livore concettuale di cui non abbiamo certo necessità visto che il clima del 68 è tuttora vivo è vegeto dalle parti nostre e chi negli 70/80 era in fabbrica ancora non dimentica come veniva alimentato. E non è certo in gioco la coperta della libertà di stampa, che tutto copre, ma più prosaicamente la qualità del nostro convivere sociale e della tolleranza delle idee, del buon senso insomma. Ma nessuno sembra voler fare un passo indietro per primo.